sabato 19 aprile 2014

Cinque dischi per... Andare in gita a Pasquetta !

Così come a Pasquetta si pranza usando gli avanzi dell’abbondante pranzo del giorno prima, anche i cinque dischi (per una volta!) si riciclano. Sperando che dalle vostre parti il tempo sia clemente (aggiungere fragorosa risata: perché pare che da nessuna parte, a Pasquetta, il tempo sia del tutto clemente), vi ripropongo i cinque dischi per andare in gita che vi avevo raccontato una manciata di mesi fa.

1. Adriano Celentano – Azzurro



Alzi la mano chi non l’ha cantata in gita almeno una volta. Anche solo per fare la parodia della “classica gita”. Non sappiamo per quale ragione questa sia diventata la canzone da gita per antonomasia, cantata in tutti i pullman a zonzo per lo stivale. Ma abbiamo messo al lavoro i migliori scienziati raccattati dai laboratori Oral B e ne verremo a capo, un giorno. Voglio dire, la canzone parla di un tizio che cerca l’Africa in giardino! Non vuole muoversi dal giardino di casa sua, figuratevi se vuole andare in gita, afflitto com’è da tutto quest’azzurro che è troppo azzurro e da questa mancanza di risorse ora che lei non c’è. Lui quasi quasi prende il treno, ma non è mica convinto, eh (anche perché, un treno che all’incontrario va, lo prenderebbe solo un pazzo). In realtà è lei che se ne è andata in gita (è “partita per le spiagge”), e il mistero è risolto.

2. Petula Clark – Downtown



Ve l’avevo detto, che prima o poi avremmo parlato di Petula Clark. Forse non tutti sanno che questa signorina ha da poco fatto uscire un nuovo disco, alla tenera età di ottant’anni. Ma quello di cui parliamo oggi è un disco di qualche tempo fa, che appena parte – non so a voi – ma nella mia mente fa istantaneamente comparire viali costeggiati di alberi imponenti che lasciano filtrare tra i rami qualche raggio di un fresco sole di fine settembre. Petula dice che quando sei triste e solo, puoi sempre andare in centro. Del resto, dove sta scritto che le gite si fanno per forza dalla città verso la campagna, e mai viceversa?

3. Talking Heads – Road to nowhere



Così come non sta scritto da nessuna parte che le gite si fanno solo dalla città verso la campagna, allo stesso modo non sta scritto da nessuna parte che ci debba essere una meta precisa: l’abbiamo già detto, che l’importante spesso è il viaggio, no? E allora ci lanciamo coi Talking Heads, diretti verso nessun posto. Non cercate di andare troppo a fondo col testo, perché ognuno ci può vedere quello che vuole: forse è questo il bello di essere diretti in nessun posto.


4. Hit the road Jack – Ray Charles



Ecco, questa è un po’ una gita forzata: fatti un giro, Jack, e non tornare più. Jack ci prova, con la voce di Ray Charles, a chiedere di restare e non essere trattato in modo così cattivo, ma evidentemente deve averla fatta grossa, perché lei non ne vuole sapere e Jack si vede costretto a far fagotto e andare via. Speriamo si diverta, durante questa gita coatta, povero Jack.

5. Lucio Battisti – La canzone del sole



Un altro classico, sì. Questa è adatta anche ai falò, e tradizione vuole che la persona che suona la chitarra non riesca poi a concludere nulla durante la serata (lui/lei suona, mentre tutti gli altri se la spassano attorno al fuoco con la colonna sonora live). In gita tutto cambia: chi suona la chitarra in pullman si siede dietro, e si sa che dietro c’è sempre più casino, e se la strada è lunga mica si sta tutto il tempo a suonare. Dunque via libera agli accordi più facili del mondo (lo dico come se fossi una chitarrista consumata, ma non è così: suono l’ukulele, e non fa figo come suonare la chitarra, anzi, è piuttosto buffo. Ma sto divagando): vi apriranno le porte del cuore delle ragazze e dei ragazzi seduti in fondo al pullman, e se ancora non sapete come si suona, l’internet è pieno di tutorial (basta cercare su youtube “Canzone del sole tutorial” per esserne sommersi). Noi vi consigliamo di aggiornare un po’ il repertorio, comunque, anche perché chi suona una sola canzone per tutto il viaggio viene “accidentalmente dimenticato” al primo Autogrill.

Ma tra queste cinque canzoni non c’è quella davvero fondamentale, e ve la regaliamo come bonus. La canzone che tutti devono conoscere e cantare ogni volta che si fa una gita in pullman. Mi raccomando, cari lettori, mai più senza (io la canterei pure all’autista del bus, del tram, o della metro, ma non sono sicura che la prenderebbero bene, a sentirla tutte le sante mattine).


giovedì 17 aprile 2014

Pidocchi che insoliti "inquilini"...


La mia esperienza sui pidocchi è nata decisamente molto lontana nel tempo. Oltre alla mia ripetuta avventura da bambina sempre risolta con semplicità e poche storie da mia madre mi sono ritrovata a contatto col mondo di come li chiamiamo noi a casa "gli inquilini " solo da mamma. Quando erano piccoli i miei quattro ci è capitato più volte di avere ospiti sempre sfrattati con una certa velocità salvo in anni particolari in cui se li prendeva sempre la stessa figlia e gli altri no.
Come vedete da questa immagine del 1497 il problema esiste non da oggi... 

Ci siamo spesso chiesti come mai malgrado le disinfestazioni di massa effettuate nella nostra classe se li prendesse solo una unica figlia coi capelli corti mentre gli altri mai. Ne abbiamo dedotto che ci sono dei momenti della nostra vita che ci rendono allettanti per gli indesiderati "inquilini". Col passare degli anni si è esaurita la stagionalità dei pidocchi che ormai troviamo tutto l'anno e che ciclicamente vedo sul lavoro.

 Ho visto mamme e nonne entrare a chiedere sotto voce e un po' in disparte se avevo dei "disinfestanti " per i pidocchi dei loro picccoli come se fossero affetti da una malattia vergognosa e contagiosa di cui non si poteva neanche pronunciare il nome. Visi arrossati neanche fossero state degli adolescenti all'acquisto della loro prima scatola di profilattici...Quante teste abbiamo analizzato con lenti e quante ricerche di uova per scongiurare il pericolo!

Non siamo mai riusciti a condividere questo terrore che in qualche caso porta a seguire qualsiasi indicazione abbia avuto successo col conoscente colpito dalla stessa sventura, ad adottare rimedi che a volte ci sono sembrati decisamente estremi.

Una delle analisi più insolite che ci sono capitate è stata quella del contenuto di un barattolino di vetro portato da una donna che aveva il piccolo a casa con la febbre e che quindi non poteva essere osservato da noi in tempo reale. Rigorosamente chiuso, per scongiurare casi di eventuale fuga, conteva una campionatura di quelli che la madre pensava fossero pidocchi ma di cui non aveva la certezza e che si aspettava una conferma professionale. Una volta certificata la natura degli animali il problema era come trattarli seduta stante senza bagnare la testa al malcapitato visto che era impensabile aspettare che la febbre passasse.....

Per fortuna di rimedi ve ne sono tanti e per tutte le esigenze ma l'importante è riuscire ad individuarli grandi o piccoli che siano e quindi avere un po' di occhio e soprattutto avere tanta pazienza e pettinare ciocca dopo ciocca in ordine progressivo e non lasciarsi prendere dallo sconforto se a fine trattamento ne salta fuori uno all'ultimo momento e avere una buona dose di costanza. Non portano malattie e non sono simbolo di sporcizia anzi più si è puliti più loro arrivano. Ricordatevi che li abbiamo avuti quasi tutti noi e siamo sopravvisuti e siamo qui a raccontarlo.

La nostra riflessione finale rimane sempre che in certi casi e con certi adulti ci vorebbero solo delle banalissime gocce rilassanti...
  "Questo post è offerto da Hedrin."

mercoledì 16 aprile 2014

Depressione post parto anche nei papà? Ecco uno studio.














Capita spesso che evidenziamo qualche notizia che ci capita di leggere online e che attira la nostra attenzione.

La segnalazione di oggi riguarda un argomento serio come la  depressione post parto analizzata con uno studio approfondito e durato 23 anni studiando oltre 10000 uomini  pubblicata su Pediatrics una delle riviste  più quotate e che ospita spesso studi scientifici svolti negli USA e che è l' organo di stampa dell' American Academy of Pediatrics.



Ovviamente queste notizie riguardanti la salute sono spunto di discussione su altre testate potete approfondirla su ReutersTime, Foxnews. La conclusione è che circa il 10% dei papà possa accusare questo disturbo. 



Aspettiamo nelle prossime ore  anche in Italia l'eco di una notizia che sicuramente  affronta in modo differente un problema che esiste e che fino a pochi anni fa purtroppo veniva  addirittura ignorato o sottovalutato per l'universo femminile.

martedì 15 aprile 2014

Il Sorbo agisce su circolazione ed intestino.


La pianta di oggi è il Sorbo fa parte della famiglia delle Rosacee è diffusa anche alle nostre latitudini ed in quasi tutta l' Europa.

Droga
La droga è costituita  dal frutto fresco o raccolto e seccato oppure dalle sue preparazioni.


Proprietà
Sono legate alla presenza di pectine, tannini ed acidi organici.

Indicazioni.
I frutti venivano utilizzati nelle enteriti e nelle diarree come riequilibranti.
Il macerato glicerico viene impiegato come favorente la circolazione venosa.

Posologia.
Il macerato si utilizza spesso abbinato ad altre piante con azione sinergica sulla circolazione quali Ippocastano con la posologia di 30 gocce 2 volte al giorno. 

Controindicazioni.
Non ci sono dati sufficienti per consigliarne l'utilizzo in gravidanza ed allattamento.

Effetti collaterali.
Possono essere legati  all' ipersensibilità ai componenti.

Curiosità
Il suo nome Sorbo degli uccellatori  è dovuto al gradimento mostrato dagli uccelli per i suoi frutti.