sabato 23 luglio 2016

Dischi parlanti: ritorno al futuro (3).

I dischi parlanti di questa settimana parlano dal palco del MetLife Stadium, nel New Jersey. I Coldplay si sono esibiti lì qualche giorno fa, durante il tour di A Head full of dreams, il loro ultimo album.
Ed è stato durante una delle date al MetLife Stadium che è successo qualcosa di magico. Sul maxischermo a un certo punto è comparso Moses, il figlio del frontman Chris Martin, e – come un fan (o piuttosto come un figlio) qualunque – ha chiesto ai Coldplay di suonare una canzone dal suo film preferito, Ritorno al futuro. La canzone in questione è Earth Angel, suonata durante "Incanto sotto il mare", il ballo della Hill Valley High School.
Se la vostra vita è stata così malvagia da avervi privato per qualche (mi auguro validissima) ragione della visione della trilogia di Ritorno al futuro, ecco più o meno il contesto: Marty McFly, interpretato da Michael J. Fox, torna negli anni Cinquanta per risolvere questioni di famiglia (lo so, è generico, ma non meritate spoiler se non avete visto il film, e se lo avete visto sapete di quali questioni stiamo parlando). Le vicende dunque lo portano a esibirsi con la band ingaggiata per il ballo della scuola, lì dove i suoi genitori dovranno innamorarsi.

Moses Martin, dunque, avrebbe voluto ascoltare i Coldplay suonare "Earth Angel", la canzone che Marty suona per far ballare i ragazzi che poi diventeranno i suoi genitori. Ma Moses ha ottenuto molto di più. Sul palco con i Coldplay, infatti, è salito anche Michael J. Fox, che ha imbracciato la chitarra e ha suonato proprio come trentuno anni fa nel film: come se non fosse passato un giorno da allora e come se nulla avesse scalfito il suo entusiasmo e il suo talento.
Oltre a Earth Angel, i Coldplay e Michael J. Fox hanno suonato assieme anche un altro storico brano della colonna sonora di Ritorno al Futuro: Johnny B. Goode. E a quel punto la meraviglia è esplosa, e l'entusiasmo non si è contenuto più.




venerdì 22 luglio 2016

Io equivalgo una applicazione per conoscere i farmaci generici.


Uno strumento semplice per raccogliere informazioni utili sui farmaci. Questa applicazione nata dalla collaborazione di una associazione dei pazienti Cittadinanza attiva unita ad AIFA ed  Assogenerici esprime in maniera semplice una esigenza che con il passare del tempo e l'aumento dei farmaci generici in commercio diventa sempre più importante: conoscere meglio i farmaci equivalenti. 
L'applicazione  è utile per i pazienti curiosi di scoprire qualcosa in più sui farmaci che hanno in casa o che devono gestire per le persone anziane che spesso sono più in difficoltà con i cambi di scatola e denominazione delle medicine. 

La ricerca può partire dal principio attivo, dal nome commerciale ed ancor più semplicemente passando con la fotocamera il codice a barre della confezione che si ha a casa  per analizzare al meglio tutta la rosa dei farmaci.

Insomma è un uso della tecnologia che ci piace perché in questo caso ci aiuta a prendere consapevolezza delle confezioni di medicinali che abbiamo disponibili evitando magari di acquistare farmaci che abbiamo già a casa con una veste diversa.

mercoledì 20 luglio 2016

L'ictus si può prevenire al 90 % con lo stile di vita!

Un nuovo studio di Yusuf S, O’Donnell MJ, Xavier D, et al. denominato "Risk Factors For Ischaemic and Intracerebral Haemorrhagic Stroke in 22 Countries (the INTERSTROKE study)" ci riporta a parlare di ictus
I dati emersi, analizzando un campione internazionale di 27000 persone (che copriva tutte le fasce di età), hanno evidenziato che con uno stile di vita adeguato si possono prevenire fino al 90,6 cause dell'ictus.  

Infatti, valutando la tabella emersa, si possono vedere quanto incidano le singole patologie nella prevenzione. 
- Eliminazione ipertensione: -47,9 rischio di ictus
- Inattività fisica: -35,8%
- Grassi nel sangue: -26,8%
- Cattiva alimentazione: -23,2%
- Obesità: -18,6%
- Fumo: -12,4%
- Cardiopatie: -9,1%
- Stress: -5,8%
- Alcol: -5,8%
- Diabete: -3,9 %

Riducendole con pochi accorgimenti potremmo limitare l'incidenza dell’ictus. 

A questo link potete trovare un'infografica (realizzata in collaborazione con Federfarma Genova e A.LI.CE. Liguria Onlus) che spiega cos'è l'ictus, come prevenirlo e cosa fare se si viene colti all'improvviso dal malore

L’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno, di cui l’80% sono nuovi episodi e il 20% recidive, ossia che riguardano soggetti precedentemente colpiti. In Italia l’ictus è la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi per anno si verifica dopo un ictus) e rappresenta la principale causa d’invalidità. Nel nostro Paese il numero di soggetti che hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti, con esiti più o meno invalidanti, è pari a circa 913.000.
Ad 1 anno circa dall’evento acuto, un terzo dei soggetti sopravviventi ad un ictus – indipendentemente dal fatto che sia ischemico o emorragico – presenta un grado di disabilità elevato, tanto da poterli definire totalmente dipendenti.
L’incidenza dell’ictus aumenta progressivamente con l’età raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Il 75% degli ictus, quindi, colpisce i soggetti di oltre 65 anni. (secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità: dal Progetto Cuore). Nel mondo il numero di decessi per ictus è destinato a raddoppiare entro il 2020.
Se volete approfondire tutto lo studio lo trovate su Lancet:  
Yusuf S, O’Donnell MJ, Xavier D, et al. Risk Factors For Ischaemic and Intracerebral Haemorrhagic Stroke in 22 Countries (the INTERSTROKE study): A Case-Control Study. The Lancet. 2016.

martedì 19 luglio 2016

Euphrasia officinalis cos'è, proprietà ed uso per gli occhi.

 
Euphrasia Officinalis fa parte della famiglia delle Scrofulariacee ed è considerata la pianta per eccellenza degli occhi.

La droga è costituita dalla pianta intera raccolta quando fiorisce oppure dalle parti aeree fresce o secche.

Componenti principali: tannnini in particolare l' acido eufrasiotannico, contiene anche resine e flavonoidi.

Indicazioni: lavande oculari, impacchi.

Effetti indesiderati: non ne sono noti.   

Secondo la materia medica omeopatica ha una azione basata sul principio di similitudine, provocando nel sano infiammazione soprattutto a livello delle congiuntive oculari e generando secrezioni irritanti in maniera minore anche a livello nasale.

L'arrossamento e la sensazione di bruciore agli occhi si accompagnano a gonfiore e lacrimazione come fosse portata da presenza di sabbia o corpo estraneo.

L'utilizzo di questo rimedio alla 5 ch con la posologia variabile a seconda dei sintomi da 3 granuli 3 volte al dì fino a 3 granuli ogni ora dà un miglioramento sensibile in poco tempo. Conviene proseguire fino alla scomparsa dei sintomi.

L' indicazione precisa per gli occhi rende Euphrasia componente basilare di quasi tutti i colliri fitoterapici ed  omeopatici la trovate  per esempio in due dei prodotti più impiegati come Euphralia ,o Euphrasia Heel. Sono abbinabili al rimedio in granuli e usabili anche nei più piccoli visto che sono entrambi in monodose e quindi privi di ogni tipo di conservante .

La loro posologia è variabile ma solitamente 1 o 2 gtt più volte al giorno, danno un buon sollievo ad una parte così delicata e sotto stress nel periodo estivo e primaverile.

L'utilizzo di questi colliri, se il meteo ci consegnera' qualche bella giornata di sole, sarà molto intenso a casa nostra visto che la "battaglia" sugli occhiali da sole protettivi è considerata ormai persa!

sabato 16 luglio 2016

Dischi silenti.

Non bisognerebbe dire nulla che non valga più del silenzio.

E nutro l'umile speranza che in queste settimane sia valsa almeno un po' la pena rompere il silenzio del vostro sabato con le parole dei dischi che vi ho raccontato.

Ma oggi i dischi non ce la fanno davvero a parlare e a raccontarvi le loro storie. Negli ultimi giorni il dolore e la paura hanno colpito da direzioni diverse, ma sempre fortissimo.

Prima la Puglia, il cinquanta per cento del mio DNA, con le campagne e gli ulivi che conosco così bene, scenario di un disastro per definire il quale non esiste un termine appropriato.

Poi Nizza, il mare, la festa, e il terrore che irrompe per distruggere ogni cosa.

Vien voglia di dire così tanto, sulle ore passate a immaginare tutte quelle vite l'attimo prima che fossero interrotte, perché immaginarle è davvero facile, quando accade "sotto casa", quando tutte quelle vite sono piene di gesti uguali ai proprî; non riesco a figurarmi in un Paese in guerra da decenni, ma immagino benissimo me stessa salire su un treno, identico a quello sul quale sono adesso, per un viaggio che serve semplicemente a unire i complicati puntini della mia banalissima esistenza straordinaria.

A tratti gli umani sono creature estremamente semplici, e il dolore e lo spavento in un certo senso crescono in modo direttamente proporzionale a quanto è semplice identificarsi in quel che è accaduto. Ed è ovvio che non ha senso, perché la morte è la cosa più oggettiva del mondo, va oltre ogni contesto e il suo valore è il medesimo sempre; quello che cambia è la nostra percezione di essa. È così che proviamo malamente a comprenderla (si badi bene, lo ripeto, non a darle un diverso valore): pensando "E se su quel treno ci fossi stata io, che di treni ne prendo un sacco?" o "E se fossi stata lì, a passeggio sul lungomare per prendere un po' d'aria?". Un'infinità di domande e riflessioni s'affastellano in mente, e migliaia di parole bussano alle dita e alla bocca per venir fuori.

Ma di scegliere quelle giuste – ammesso ve ne siano – io non sono capace, e preferisco tacere.



Poteva accadere.

Doveva accadere.

È accaduto prima. Dopo.

Più vicino. Più lontano.

È accaduto non a te.

Ti sei salvato perché eri il primo.

Ti sei salvato perché eri l'ultimo.

Perché da solo. Perché la gente.

Perché a sinistra. Perché a destra.

Perché la pioggia. Perché

un'ombra.

Perché splendeva il sole.

Per fortuna là c'era un bosco.

Per fortuna non c'erano alberi.

Per fortuna una rotaia, un gancio,

una trave, un freno,

un telaio, una curva, un millimetro,

un secondo.

Per fortuna sull'acqua galleggiava

un rasoio.

In seguito a, poiché, eppure,

malgrado.

Che sarebbe accaduto se una

mano, una gamba,

a un passo, a un pelo

da una coincidenza.

Dunque ci sei? Dritto all'animo

ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu

proprio da lì? Non c'è fine al mio

stupore, al mio tacerlo.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore.



(Wisława Szymborska)