martedì 16 settembre 2014

Echinacea come e perché funziona e le sue controindicazioni.

 

La bella pianta di oggi che fa parte della famiglia delle Asteracee(Compositae) è sicuramente uno dei prodotti fitoterapici piu' noti.

Infatti Echinacea Purpurea ed Angustifolia si prestano, grazie alla macerazione della pianta intera in fiore, ad essere utilizzate non per il principio di similitudine, che abbiamo visto nei prodotti omeopatici classici ma per le loro note caratteristiche antibatteriche.

Componenti principali sono oli essenziali, flavonoidi, polisaccaridi. 

L' uso piu' comune della tintura madre, somministrata con una trentina di gocce due volte al giorno, e' quello di aumentare le funzioni difensive dell' organismo in presenza di aggressione da germi esterni in particolare a carico di malattie da raffreddamento che colpiscono il naso, la gola e la faringe.

Quindi in caso di debolezza e rischio di infezione, oppure dove l' aggressione sia gia' in corso un ciclo di dieci giorni puo' essere un valido supporto per facilitare la guarigione anche abbinato ad una terapia antibiotica, ovviamente stabilita di comune accordo con il proprio medico.
La durata dei cicli,come abbiamo gia' scritto, e' di dieci giorni anche se ci capita spesso di vederla usata per periodi molto piu' lunghi.

In questo periodo di inizio della scuola con scambio di germi costante si puo' pensare di tenere sempre pronto questo prodotto per combattere subito specialmente noi adulti, l'eventuale calo delle difese.

Un uso minore ma sempre importante e' quello locale. Sfruttando le sue caratteristiche si puo' applicare una pomata in caso di ferite superficiali con cicatrizzazione difficile.

Nei bambini sotto l'anno dato che non hanno ancora un sistema difensivo ben definito puo' essere controindicata, e da uno ai dodici non e' consigliata.
Per l' uso in gravidanza troppo pochi sono i casi di valutazione per considerarla adatta all' uso.

Per chi volesse approfondire trova qui la pagina con le indicazioni date dall' Emea ( Agenzia Europea del farmaco)che ne certifica l' uso come trattamento delle infezioni superficiali.

Controindicazioni.
Non va impiegata in malattie che coinvolgono il sistema immunitario quali quelle autoimmuni in particolare tubercolosi, sclerosi multipla, AIDS, infezioni da Hiv.
    

sabato 13 settembre 2014

Ecco i #dischiparlanti per la rete.

Questo weekend, i ragazzi Schenardi sono alla Festa della rete . E nei “ragazzi Schenardi” ormai non sono inclusi solo Edoardo e Maddalena: infatti, il numero di relatori e comunicatori in famiglia si sta allargando. Quest’anno c’è anche il giovane Guglielmo, che sarà relatore di un panel dedicato agli adolescenti e al loro rapporto con la tecnologia.

Intanto, altro evento importante di questa settimana, la presentazione del nuovo iPhone, con relativo iWatch. Sarei una pazza scriteriata, ad addentrarmi in analisi tecniche dei prodotti, attirandomi un’orda di commenti di chi ne capisce cento volte più di me. Poi, sinceramente, se ancora non hanno capito che l’iPhone la gente lo vuole anche in fucsia, verde, e col faccione di numerosi gattini serigrafati sulla scocca, non so che farci.

In molti hanno ironizzato sulle funzioni e sul reale bisogno di un iWatch sul mercato. Come l’attore britannico Ricky Gervais, che ha commentato la cosa con questa foto e un laconico “Mi sono appena risparmiato 350 sterline”.





Fatto sta che questa settimana – più del solito – si è parlato molto di nuove (nuovissime) tecnologie, e in queste ore a Rimini si discute anche del loro uso (si spera sempre più consapevole, ecco perché i panel dei ragazzi Schenardi sono assai utili). Ma anni prima di qualsiasi iCosa, c’era già chi impazziva per i computer, e parlo ovviamente dei Kraftwerk. Sobrî ometti tedeschi che sembrano un po’ dei robot, ma vi giuro che qualche volta sorridono, come in questa foto di repertorio.





Uno dei loro brani che amo di più è proprio questo che riascoltiamo oggi, “">Computerliebe”, “Computer love”: insomma, un inno all’amore per il computer, dal titolo fino a ogni singolo suono (e alla copertina del disco cui appartiene, “Computer world”).





La melodia probabilmente ricorderà qualcosa anche a quelli che – tra voi – non conoscono la produzione dei Kraftwerk. Il motivo è presto detto: quella linea melodica così accattivante, riconoscibile e che si attacca in testa come un fiocco di quaranta centimetri sui capelli di Marina Ripa di Meana è stata poi ripresa molti anni dopo dai Coldplay, che l’hanno usata nel brano ">“Talk”. Diciamo che tutta la canzone è costruita proprio attorno a quel motivetto lì.

Ora devo andare, devo cercare di capire se il nuovo iPhone e l’iWatch siano una cosa figa o una Corazzata Potëmkin della tecnologia (ovvero, “una cagata pazzesca”). Intanto, le dimensioni giocano già a loro favore, perché uno dei papà dell’informatica moderna – Steve Wozniak – ha detto “Non fidatevi mai di un computer che non possiate gettare dalla finestra”. Wozniak non teneva evidentemente conto dei rimorsi legati al costo dell’operazione

venerdì 12 settembre 2014

Quanta acqua bere ogni giorno? Ve lo dice una applicazione.




Già altre volte vi abbiamo parlato di applicazioni utili per compiere un gesto che sembrerebbe naturale come bere acqua durante il giorno ma che spesso non è così automatico per tutti.

Oggi vi raccontiamo drinkwater la terza app perché dopo averla ovviamente provata ci siamo resi conto che ha quello che mancava alle altre: sapere la quantità di acqua che ognuno di noi deve bere in base ad età, peso e caratteristiche fisiche.


Il riferimento preciso stupisce spesso perché si attesta oltre ai 2 litri al giorno che sembrano davvero molti.



È ovviamente possibile aggiungere acqua ogni volta che ne consumate.
Un'altra caratteristica utile è poter consultare il quantitativo di acqua contenuto nella frutta che nella nostra dieta ci può essere di aiuto per centrare l'obiettivo di una idratazione perfetta.



Come le altre è dotata di un segnale di pro memoria che l'app vi invia a scadenze orarie utile per rendersi conto di quanto manca all'obiettivo.

Questo utilizzo pratico e semplice della tecnologia ci piace molto per questo vi consigliamo di scaricare gratuitamente l'app da Apple store e scoprire se siete in linea con quanto sarebbe necessario al vostro corpo.

giovedì 11 settembre 2014

Ebola: cosa è, come prevenire il contagio, quali sono i sintomi.


La nostra presenza online ha anche e soprattutto l' idea di diffondere informazioni utili e cercare di chiarire argomenti riguardanti la salute ed il benessere di chi legge. In base a questa idea vi mettiamo a disposizione le notizie certificate su un virus di cui si parla molto in questo periodo: Ebola.

Per ogni tipo di aggiornamento consultate il sito dell'OMS.
Queste informazioni provengono da:
 Direzione generale della prevenzione
Organizzazione mondiale della sanità (OMS)
Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)
 
Che cos'è la malattia da virus Ebola?


La malattia da virus Ebola (EVD), precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità fino al 90 %. La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé).
L’Ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan.
L'origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola.

 Come si infettano le persone?

L’Ebola si trasmette nella popolazione umana attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali infetti. In Africa, l'infezione è avvenuta attraverso la manipolazione degli scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti o catturati nella foresta pluviale. Nelle zone a rischio (foresta pluviale dell’Africa Sub-sahariana) è importante ridurre il contatto con gli animali ad alto rischio, quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati, non raccogliere animali morti trovati nelle foreste o manipolare la loro carne cruda.
Una volta che una persona sia entrata in contatto con un animale infetto da virus Ebola e abbia contratto l’infezione, questa  può diffondersi all'interno della comunità da persona a persona. L'infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite della pelle o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L'infezione può verificarsi anche in caso di ferite della pelle o delle mucose di una persona sana che entra in contatto con oggetti contaminati da fluidi infetti di un paziente con Ebola, quali vestiti e biancheria da letto sporchi dei fluidi infetti o aghi usati.
Gli operatori sanitari sono stati spesso i più esposti al virus durante la cura dei pazienti con Ebola. Questo accade perché, in particolare  nelle prime fasi di un epidemia, non indossano dispositivi di protezione individuale (ad esempio i guanti) quando assistono i pazienti. Gli operatori sanitari di tutti i livelli del sistema sanitario - ospedali, cliniche e centri sanitari - delle aree a rischio dovrebbero essere informati, prima possibile, sulla natura della malattia, sulle modalità di trasmissione e seguire rigorosamente le precauzioni raccomandate per prevenire l'infezione.
Possono svolgere un ruolo nella trasmissione di Ebola anche le cerimonie funebri in cui le persone hanno contatti diretti con il corpo del defunto. Le persone decedute per Ebola, infatti, devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti ed essere sepolte immediatamente.
Le persone sono contagiose fino a quando il sangue e le secrezioni contengono il virus. Per questo motivo, per evitare di infettare chiunque altro nella comunità, i pazienti infetti devono essere attentamente monitorati dai medici e sottoposti a test di laboratorio, per garantire che il virus non sia più in circolo, prima del loro ritorno a casa. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Per questo motivo è importante per gli uomini evitare rapporti sessuali per almeno sette settimane dopo la guarigione oppure indossare il preservativo nei rapporti sessuali durante le sette settimane dopo la guarigione.

 Chi è più a rischio ?

Durante un’epidemia le persone a più alto rischio di infezione sono:
  • operatori sanitari
  • familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette
  • persone che hanno contatto diretto con i corpi dei defunti, nelle cerimonie funebri
  • cacciatori nella foresta pluviale che entrano in contatto con animali trovati morti nella foresta.
Sono necessarie altre ricerche per capire se alcuni gruppi, come le persone immunocompromesse o persone con altre patologie di base, siano più suscettibili di altri a contrarre l’infezione.
L'esposizione al virus può essere controllata attraverso l'uso di misure protettive in strutture sanitarie e ospedali, nei raduni di comunità e nelle abitazioni.

Come non si trasmette il rischio di infezione da virus Ebola?

Anche per chi abita o ha viaggiato nelle zone colpite il rischio di infezione da virus Ebola è estremamente basso a meno che vi sia stata esposizione diretta ai liquidi corporei di una persona o di un animale contagiato, vivo o morto.
Un contatto casuale in luoghi pubblici con persone che non mostrano segni di malattia non trasmette Ebola. Non si può contrarre la malattia maneggiando denaro o prodotti alimentari o nuotando in piscina. Le zanzare non trasmettono il virus Ebola.

Quanto è resistente il virus EBOLA?

Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura. Il lavaggio in lavatrice di indumenti contaminati da liquidi è sufficiente a distruggere il virus Ebola. Il virus Ebola sopravvive solo per breve tempo su superfici esposte alla luce solare o secche.

Quali sono i segni e sintomi tipici di infezione?

Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna.
Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici.
Il periodo di incubazione o l'intervallo di tempo dall'infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione.
L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

Quando si dovrebbe cercare assistenza sanitaria?

Se una persona si trova in aree dove è noto ci sia la malattia da virus Ebola o ha avuto contatti con un caso confermato in laboratorio o un soggetto con quadro clinico fortemente sospetto di malattia da virus Ebola e comincia a presentare sintomi della malattia dovrebbe immediatamente richiedere assistenza sanitaria.
Eventuali casi sospetti devono essere segnalati dal centro medico all'unità sanitaria più vicina senza indugio. Cure mediche immediate sono essenziali per aumentare il tasso di sopravvivenza dalla malattia. Le cure mediche sono importanti anche per controllare la diffusione della malattia ed avviare immediatamente le procedure di controllo dell'infezione.

 Qual è il trattamento?

I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale con soluzioni contenenti elettroliti. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia.
Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono.
Per aiutare a controllare l'ulteriore diffusione del virus, i casi sospetti o confermati devono essere isolati dagli altri pazienti e trattati da operatori sanitari che attuino  rigorose precauzioni per il controllo delle infezioni.

L’infezione può essere prevenuta?

Attualmente non esiste un vaccino autorizzato per la malattia da virus Ebola. Diversi vaccini sono in fase di sperimentazione, ma nessuno è disponibile per uso clinico in questo momento.
Per ridurre il numero dei casi e i decessi è fondamentale accrescere la consapevolezza dei fattori di rischio e adottare le misure di prevenzione.

Modalità per prevenire l'infezione da virus Ebola
Mentre i casi iniziali di malattia da virus Ebola sono stati contratti manipolando animali o carcasse infetti, i casi secondari si sono verificati attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona malata, durante la cura dei casi a rischio o durante pratiche di sepoltura non sicure. Nel corso di questa ultima epidemia in Africa occidentale, la maggior parte dei casi di malattia si è diffusa attraverso la trasmissione da persona a persona. Diverse misure possono essere adottate per prevenire l'infezione, limitare o interrompere la trasmissione:
  • Comprendere la natura della malattia, come si trasmette e come evitare che si diffonda ulteriormente
  • Ridurre il contatto con animali infetti ad alto rischio (quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati) nelle aree di foresta pluviale colpite
  • Cuocere accuratamente i prodotti di origine animale (sangue e carne) prima di mangiarli
  • Indossare guanti e utilizzare dispositivi di protezione individuale, durante la cura di persone malate
  • Lavare  regolarmente le mani dopo aver visitato i pazienti in ospedale o dopo essersi presi cura di qualcuno a casa.
  • Seppellire immediatamente le persone decedute per Ebola, manipolando le salme con dispositivi di protezione.

Come proteggere gli operatori sanitari dal rischio elevato nella cura dei pazienti malati?

Gli operatori sanitari che trattano pazienti con malattia sospetta o confermata sono a più alto rischio di infezione rispetto agli altri gruppi.
In aggiunta alle precauzioni standard di assistenza sanitaria gli operatori devono:
  • applicare rigorosamente le misure raccomandate per il controllo delle infezioni ed evitare l'esposizione a sangue infetto, fluidi o ambienti o oggetti contaminati, come la biancheria sporca dei liquidi biologici di un paziente o gli aghi usati
  • utilizzare dispositivi di protezione individuale come camici monouso, guanti, maschere e occhiali o visiere
  • non riutilizzare i dispositivi di protezione o indumenti a meno che non siano stati correttamente disinfettati
  • cambiare i guanti dopo ogni operazione di assistenza ad un caso sospetto/confermato di Ebola
  • effettuare procedure invasive che possono esporre medici, infermieri ed altri all'infezione nel rispetto di rigorose condizioni di sicurezza
  • tenere separati i pazienti infetti dagli altri pazienti e dalle persone sane.

Ci sono cibi che possono prevenire o curare l'infezione?

No, queste voci sono infondate.
L'OMS raccomanda vivamente alle persone di ricercare nei confronti della malattia da virus Ebola consigli preventivi credibili rilasciati dalle autorità di sanità pubblica.
Poiché non vi è alcun farmaco specifico contro l’Ebola, il miglior trattamento è il supporto intensivo fornito in ospedale da operatori sanitari che attuino severe procedure di controllo delle infezioni. L'infezione può essere controllata attraverso le misure di protezione raccomandate.

Cosa fa l’OMS per proteggere la salute pubblica durante le epidemie?

L’OMS fornisce consulenza tecnica ai Paesi e alle comunità per la preparazione e la risposta alle epidemie di Ebola.
Le azioni includono:
  • sorveglianza delle malattie e condivisione delle informazioni tra i Paesi sui focolai epidemici
  • assistenza tecnica per studiare e contenere le minacce per la salute quando si presentano - come l'assistenza sul posto, per identificare le persone malate e tracciare modelli di malattia
  • consigli su scelte di prevenzione e di trattamento
  • invio di esperti e distribuzione di materiale sanitario (come dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari), quando richiesti dal Paese
  • comunicazioni per aumentare la consapevolezza della natura della malattia e le misure sanitarie di protezione per controllare la trasmissione del virus
  • attivazione di reti di esperti, a livello continentale e globale, per fornire assistenza, se richiesta, e mitigare i potenziali effetti sulla salute, nonché informazioni su modalità di viaggi e commerci.

 Perché, durante un'epidemia, il numero di casi segnalati può variare?

Durante un'epidemia di Ebola, le autorità sanitarie pubbliche del Paese colpito riportano i numeri di casi di malattia e dei decessi. Le cifre possono cambiare ogni giorno. Il numero di casi riflette sia i casi sospetti che i casi di Ebola confermati in laboratorio. A volte il numero di casi sospetti e confermati sono riportati insieme mentre a volte sono riportati separatamente. Per questo numeri possono oscillare tra casi sospetti, casi confermati, casi successivamente esclusi dagli esami di laboratorio.
È generalmente più utile, per valutare la situazione della salute pubblica e determinare la risposta appropriata, analizzare l’andamento dei casi nel corso del tempo, anche alla luce delle informazioni aggiuntive che man mano si acquisiscono.

È sicuro viaggiare durante un'epidemia? Cosa consiglia l’OMS?

Nel corso di un focolaio, l'OMS esamina regolarmente la situazione sanitaria pubblica e raccomanda restrizioni di viaggio o rotte commerciali, se necessario. Al momento, tali misure non sono raccomandate.
Il rischio di infezione per i viaggiatori è molto basso in quanto la trasmissione da persona a persona avviene per contatto diretto con i fluidi corporei o secrezioni di un paziente infetto.
I consigli dell’OMS sui viaggi in generale
  • I viaggiatori dovrebbero evitare ogni contatto con pazienti infetti
  • Gli operatori sanitari che viaggiano verso aree colpite dovrebbero seguire rigorosamente le indicazioni sul controllo delle infezioni raccomandate dall’OMS
  • Chiunque abbia soggiornato in aree dove i casi sono stati recentemente segnalati dovrebbe essere consapevole dei sintomi dell’ infezione e consultare un medico al primo segno di malattia
  • I medici che si occupano di viaggiatori di ritorno dalle zone colpite, con sintomi compatibili sono invitati a considerare la possibilità di malattia da virus Ebola
I consigli dell'OMS ai viaggiatori nell'attuale situazione dell'epidemia di Ebola in Africa, dichiarata Emergenza di sanità pubblica di rilievo internazionale, sono riassunti nei pieghevoli diffusi dal Ministero della Salute l'8 agosto 2014.
Al riguardo, il Ministero della Salute, anche se l’OMS continua a non prevedere alcuna restrizione di viaggi e movimenti internazionali verso le aree affette e da queste, ritiene opportuno  consigliare ai cittadini italiani il differimento di viaggi non urgenti e indispensabili verso i Paesi interessati  da epidemie di EVD.
E' bene sapere, inoltre, che l'OMS raccomanda alle autorità dei Paesi africani colpiti dall'epidemia screening in uscita dei viaggiatori internazionali in aeroporti, porti e principali attraversamenti terrestri, per individuare malattie febbrili non spiegate compatibili con infezione da Ebola, mediante la somministrazione di un questionario, la misurazione della temperatura e, in caso di febbre. Se la valutazione del rischio che la febbre possa essere causata da EVD è affermativo, il viaggio viene impedito. Al momento, non sono invece raccomandati screening in ingresso in quei Paesi.

Cosa consiglia l'ECDC sui viaggi verso paesi come la Guinea e la Liberia, dove è attivo il focolaio Ebola?

Consigli del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)
Consigli ai viaggiatori in arrivo in Guinea o Liberia
Il rischio di esposizione al virus Ebola è estremamente basso. Le seguenti misure preventive dovrebbero eliminare il rischio di contagio:
  • evitate il contatto diretto con il sangue o con liquidi corporei di un paziente o di un cadavere e con oggetti che potrebbero essere stati contaminati
  • evitate la vicinanza di animali selvatici e non consumate selvaggina
  • evitate i rapporti sessuali non protetti.
Consigli ai viaggiatori che provengono da Guinea o Liberia
Il rischio che siate stati esposti al virus Ebola è estremamente basso. Tuttavia:
se nel giro di alcune settimane dopo il soggiorno in una zona tropicale compaiono febbre, spossatezza immotivata, diarrea o altri sintomi gravi:
  • chiedete subito assistenza medica e indicate i luoghi visitati, in quanto il vostro stato può dipendere da un'infezione, quale la malaria, che impone accertamenti e cure urgenti
Se siete stati esposti direttamente a liquidi corporei provenienti da una persona o un animale contagiato, vivo o morto, compresi i contatti sessuali non protetti con pazienti guariti:
  • chiedete subito assistenza medica e indicate i luoghi visitati
  • contattate la struttura medica per telefono prima di recarvici, per consentire al personale medico di utilizzare gli opportuni dispositivi di protezione al vostro arrivo.
Qual è la situazione in Italia e quali misure sono state prese?

Per le misure messe in atto da mesi e rafforzate nell’ultimo periodo, il nostro Paese è attrezzato per valutare e individuare ogni eventuale rischio di importazione della malattia da virus Ebola e contenerne la diffusione.
Nessun caso sospetto di malattia da virus da Ebola è stato segnalato al Ministero della Salute.
Il Ministero della Salute italiano ha dato per tempo, e continua ad aggiornare in tempo reale, disposizioni per il rafforzamento delle misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali (porti e aeroporti presidiati dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – USMAF) e sono state date indicazioni affinché il rilascio della libera pratica sanitaria alle navi che nei 21 giorni precedenti abbiano toccato uno dei porti dei Paesi colpiti avvenga solo dopo verifica, da parte dell’USMAF, della situazione sanitaria a bordo. Per ciò che concerne gli aeromobili è stata richiamata la necessità della immediata segnalazione di casi sospetti a bordo per consentire il dirottamento dell’aereo su uno degli aeroporti sanitari italiani designati ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale 2005.
Pur in presenza di un rischio remoto di importazione dell’infezione, va in proposito ricordato che l’Italia, a differenza di altri Paesi Europei, non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti e che altri paesi europei stanno implementando misure di sorveglianza negli aeroporti.
Riguardo le condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare, la durata di questi viaggi fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutati per lo stato sanitario prima dello sbarco, come sta avvenendo attraverso l’operazione Mare Nostrum.
Consulta note e circolari nella sezione malattie infettive.

Quali sono i Paesi dell’Africa occidentale affetti dall’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD)?

Le comunicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità informano che i Paesi dell’Africa occidentale affetti dall’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD) sono, al momento:
  • Guinea (Conakry)
  • Liberia
  • Sierra Leone
  • Nigeria
Al 20 agosto, sono stati segnalati dai quattro paesi,  il totale di casi attribuibili a MVE nei quattro paesi si attesta a 2615 di cui 1427 decessi.
Dal 26 agosto, è notificato anche un nuovo focolaio probabilmente non correlato con l'epidemia negli altri quattro paesi africani, con 20 casi sospetti di cui 13 decessi:
  • Repubblica democratica del Congo
Si ricorda che l'8 agosto il Direttore Generale dell’OMS ha dichiarato, sulla base del parere fornito dal Comitato di Emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale appositamente convocato, che l’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD) in corso in Africa Occidentale costituisce una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern- PHEIC)  e rappresenta un rischio per la sanità pubblica di altri Stati che potrebbero essere interessati dalla diffusione internazionale della malattia. E ha diffuso una serie di raccomandazioni agli stati membri.
Segui i comunicati sulla situazione internazionale in Eventi epidemici all'estero
Consulta in sito (in inglese) dell'OMS

Dove posso trovare gli aggiornamenti sulla situazione internazionale, in quali Paesi ci sono focolai, il numero dei casi?

Tutti gli aggiornamenti sulla situazione internazionale sono presenti nella sezione "Avvisi di sicurezza – Eventi epidemici all’estero".

martedì 9 settembre 2014

Serenoa repens come e perché funziona sulla prostata.



La pianta di oggi la Serenoa repens o Sabal serrulata fa parte della famiglia delle Palmacee è una palma nana diffusa in Sud America.In inglese si chiama anche Saw palmetto.

Droga.
La droga è il frutto maturo seccato. I componenti attivi sono olii con fitosterine e polisaccaridi.

Proprietà.
Antiinfiammatorie, anti essudative a carico in particolare della mucosa vescicale ed uretrale maschile, legati spesso all' ipertrofia prostatica.Viene anche impiegata nell' alopecia androgenetica.

Indicazioni.
Utile nei disturbi della minzione ed in caso di ipertrofia della prostata.

Posologia.
Solitamente 1 o 2 gr di droga in infusione oppure 320 mg di principio attivo al giorno.La tintura si usa di rado e con la posologia di 20 gocce 3 volte al giorno 

Controindicazioni.
Non ne sono note.

Effetti collaterali.
Nessuno. 

Curiosità.
Sicuramente rappresenta uno degli esempi più chiari dell'utilizzo di una pianta come farmaco.Il Permixon come il Saba che sono certamente tra i più impiegati nell' ipertrofia prostatica hanno gli estratti di  questa pianta come unici componenti attivi.