martedì 28 giugno 2016

Tea tree oil o olio di Melaleuca come si usa, dove funziona e perché.


Se qualcuno ci chiedesse quale pianta porteremmo con noi se ne potessimo scegliere una sola la Melaleuca Alternifolia è quella che risponderemmo senza pensare un attimo.
Sembra strano ma questa pianta originaria dell' Australia ed impiegata da sempre dagli Aborigeni è una delle poche, se non l' unica, ad avere effetto sia antisettico che anti fungino.
Si trova sotto forma di olio essenziale puro oppure come pomata e come componente dello spray per la gola che consideriamo in assoluto il più efficace ed anche in detergenti  intimi.
  • Abrasioni, Scottature: qualche goccia su una garza 2 o 3 volte al dì, finchè non migliora.
  • Acne , foruncoli e verruche :qualche goccia su una garza o cotone pulire mattina e sera fino a scomparsa del problema. 
  • Dermatiti, eczemi, pruriti eritemi da rasatura e soprattutto solari :miscelando con olio di mandorle o una crema idratante applicato più volte al giorno .  
  •  
  • Forfora. L’olio di tea tree può essere utile in caso di forfora secca e grassa. Modalità d’uso: frizionare poche gocce sul cuoio capelluto e procedere con lo shampoo
  •  Herpes applicato direttamente sulla lesione con un cotton fioc facendo attenzione a non contaminare il flacone. 
  •  Igiene intima. Grazie alle sue proprietà antimicrobiche, l’olio di tea tree può essere diluito in acqua per rinfrescare e dare sollievo alle zone intime.
  • Mal di gola e gengive infiammate e doloranti, afte :qualche goccia in mezzo bicchiere d' acqua sciacqui più volte al giorno o toccature locali.
  • Micosi della pelle, delle unghie, piede dell'atleta: massaggiare più volte puro fino a scomparsa dei sintomi.
  • Micosi vaginali:  miscelare 5 gocce in 1 litro d’acqua fredda, precedentemente bollita.
  •  Punture d' insetto anche api e vespe direttamente o con garza fino alla scomparsa del prurito .

lunedì 27 giugno 2016

Sudamina: cos'è, come prevenirla, come si cura.


L' estate ed il caldo possono causare diversi problemi cutanei uno dei più frequenti che colpisce adulti e bambini si chiama volgarmente sudamina o miliaria rubra.

Cosa è la sudamina.

Una infiammazaione della pelle causata dalla chiusura dei dotti escretori delle ghiandole sudoripare, quindi il sudore non può dissolversi evaporando naturalmente.

Quali sono le cause.
  • Il clima caldo umido unito a sudorazione eccessiva 
  • la chiusura dei dotti per esempio con prodotti deodoranti che occludono le ghiandole
  • l'impiego di solari con schermi fisici che a causa dell' ossido di zinco effettuano una azione di chiusura
  • un vestiario stretto e con grande componente acrilica
  • l'uso del pannolino nei bambini
  • l'azione di alcuni farmaci  per esempio i beta bloccanti

Come si manifesta.
  • Con arrossamento, infiammazione e prurito e talvolta bruciore, potrebbero comparire nelle zone coinvolte macchie rosse o vescicole.
  • Le zone più interessate sono quelle dove c'è più sudorazione quindi ascelle, tronco, inguine, collo, schiena e spalle e nelle piegature della pelle come natiche e sotto il seno.
  • Se grattate spesso le vescicole potrebbero infettarsi.
  • Potrebbe essere accompagnata da febbre, ma ci è capitata raramente.

Come curare la sudamina.
  • Rimuovendo  le cause meccaniche che l'hanno causata e cercando di favorire la traspirazione.
  • usare una polvere adsorbente come GSE skin powder  che grazie a tea treeGse esercita una azione disinfettante e antisettica ed aiuta a tenere la zona asciutta  

  • applicazione di creme alla calendula lenitive del prurito
  • se fosse dovuta a calore in spiaggia bagnare i bambini di frequente
  • tenendo i piccoli senza pannolino o usando quelli lavabili in fibra naturale
  • usando abbigliamento non aderente ed in cotone o lino

Ovviamente se non migliorasse ed il prurito fosse forte il consiglio è di sentire il medico per stabilire se fosse necessario un antistaminico localmente o per via orale.
   

sabato 25 giugno 2016

Dischi parlanti – La canzone della Brexit.

I nostri dischi parlanti a volte parlano esattamente come gli esseri umani, scegliendo come argomento ciò che è sulla bocca di tutti. Dunque è inevitabile, oggi, parlare di Brexit, ovvero del risultato del referendum che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Non ci addentreremo in considerazioni sociopolitiche, perché qui si parla di musica; ma di fatto il risultato del referendum di giovedì non è qualcosa che non ci riguardi, né che possa essere sottovalutato. Provate, ad esempio, a pensare soltanto alle persone che conoscete che vivono e lavorano in Inghilterra; magari sono partite per una vacanza studio e hanno trovato un piccolo impiego e stanno cercando di costruirsi un avvenire in terra d'Albione, oppure stanno studiando e decidendo cosa fare del proprio futuro: ecco, la Brexit rende questa decisione più complicata e irta di difficoltà.

Se invece non avete nessuna persona cara che si trovi oltremanica e dunque ancora pensate che quel che è accaduto nel Regno Unito non vi riguardi, vi basti pensare alla fatica fatta per perseguire l'ideale di un mondo senza confini e a quanto sia profondamente triste vedere che adesso questi confini – anziché diminuire ancora – aumentano. Ma non siamo qui per parlare di politica, abbiamo detto, quindi oltre la mia opinione personale non andremo, e spulceremo tra i dischi cercandone qualcuno che parli della Brexit.

Purtroppo nessuno è riuscito a incidere una canzone degna di questo nome dedicata all'argomento (ce n'è qualcuna, eh, ma siccome il weekend dovrebbe essere dedicato al relax, ve le risparmio), ma sorprendentemente arriva dal passato un disco che sembra scritto apposta per l'inglese medio che si reca indeciso al seggio per scegliere tra "Remain" e "Leave" (con una delle schede elettorali più semplici che abbia mai visto; niente a che vedere con i lenzuoli ripiegati che ci danno alle urne in Italia).

Arriva dal 1981, ed è "Should I stay or should I go" dei Clash. Riascoltandola oggi, non si può fare a meno di notare quanto essa si adatti al contesto Brexit, con versi come "Se me ne vado saranno guai, e se resto ce ne sarà il doppio".

"Should I stay or should I go" è stata l'unica canzone dei Clash ad aver raggiunto la prima posizione in classifica in Inghilterra, e ciò è avvenuto ben dieci anni dopo la sua pubblicazione, a causa di uno spot di Levi's che la riportò in auge. Dunque è un po' il suo destino, tornare periodicamente a far parlare di sé per un motivo o l'altro.

Intanto la decisione se "stay" o "go" è stata presa, e vedremo quail conseguenze avrà per chi sente la "London calling", e per tutti gli altri.




giovedì 23 giugno 2016

Quanti farmaci usiamo e quali? Ecco il rapporto OSMED 2015.

Ogni anno vi riportiamo qualche numero dal rapporto OSMED che analizza il rapporto tra la popolazione ed i farmaci pubblicato da AIFA per noi è grande fonte di approfondimento e curiosità. Se volete scaricarlo per intero è di oltre 550 pagine e lo trovate qui.  
"Nel 2015 ogni cittadino ha assunto in media poco più di 1,8 dosi di farmaci al giorno. La spesa farmaceutica nazionale totale è stata pari a 28,9 miliardi di euro, di cui il 76,3% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. La spesa per l’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche si è attestata intorno agli 11,2 miliardi di euro registrando un incremento del +24,5% rispetto al 2014, dovuto principalmente all’ingresso sul mercato nazionale di medicinali innovativi, in particolare quelli utilizzati nella cura dell’epatite C. I farmaci cardiovascolari si confermano la categoria a maggior consumo, mentre gli antimicrobici salgono al primo posto per spesa.
Sono alcuni dei dati del Rapporto “L’uso dei farmaci in Italia” 2015 presentato oggi a Roma dall’Agenzia Italiana del Farmaco.
Il Rapporto OsMed, giunto alla sua sedicesima edizione, oltre a rispondere efficacemente al mandato istituzionale di rilevamento e analisi dell’andamento della spesa farmaceutica e di proposta per un impiego più razionale ed appropriato delle risorse del settore, è diventato al contempo specchio dei cambiamenti avvenuti e in corso e indicatore delle trasformazioni future nell’ambito del settore farmaceutico-sanitario, economico e sociale nel nostro Paese” ha affermato il Presidente Melazzini.
Per garantire anche in futuro il diritto fondamentale alla salute di tutti i cittadini ed in particolare di quelle categorie più fragili quali i bambini, gli anziani, i malati cronici nonché le persone affette da patologie per le quali non siano ancora state identificate cure efficaci, è fondamentale non dimenticare mai la sfida della sostenibilità che ogni giorno siamo chiamati a combattere e vincere” ha aggiunto il Presidente.
“La medicina negli anni ha cambiato il suo volto, passando da un approccio classico basato sulla singola malattia a un approccio cosiddetto “della complessità”, che vede il malato nella sua interezza.” – ha proseguito Melazzini – “Anche il settore farmaceutico sta subendo un progressivo cambiamento che attraverso le nuove terapie antineoplastiche, passando per i nuovi antimicrobici, si sta muovendo verso terapie sempre più personalizzate e, purtroppo, onerose, che includono sia farmaci a target genetico che i nuovi metodi di produzione quali la stampa tridimensionale”.
La spesa farmaceutica nazionale nel 2015 ha fatto registrare un balzo in avanti molto significativo del +8,6% rispetto all’anno precedente” – ha affermato il Direttore Generale, Luca Pani – “Si tratta di numeri importanti che testimoniano in modo abbastanza chiaro cosa sta succedendo nel mercato del farmaco e non soltanto nel nostro Paese. Il tema dominante a livello internazionale in ambito regolatorio è come conciliare accesso ai nuovi farmaci, sostenibilità e mantenimento degli standard di qualità e di sicurezza”.
“Da qui al 2020” – ha proseguito il Direttore Generale in un’analisi di scenario basata sulle previsioni dell’IMS Health 2015 – “arriveranno globalmente sul mercato 225 nuovi principi attivi, confermando il trend di crescita del settore degli ultimi 20 anni, nonostante il recente cambio di paradigma. Il consumo di farmaci continuerà ad aumentare e l’Europa si confermerà uno dei più grandi mercati farmaceutici al mondo. Più della metà della spesa per farmaci nel 2020 sarà per molecole “original brands” e sarà concentrata nelle aree delle malattie “non trasmissibili”, infettive, oncologiche e metaboliche. Saranno terapie mirate a target specifici e a popolazioni di pazienti sempre più definite”.
Il Database OsMed-AIFA è un patrimonio del SSN” – ha concluso il Direttore Generale – “Dobbiamo rinforzarne gli aspetti regolatori, sapendo in anticipo cosa ci aspetta, tramite valutazioni scientifiche dei risultati, valutando sicurezza ed efficacia reale dei farmaci nel loro uso reale, facilitando la competizione e le pratiche cliniche virtuose. Comprendiamo la necessità dei ritorni sugli investimenti, ma dobbiamo affiancare tutti gli stakeholder per dimostrare come un’innovazione non sostenibile presto non sarà neppure innovazione”.
Quest’anno il Rapporto OsMed si arricchisce dell’analisi dei profili d’utilizzazione dei farmaci per il trattamento della fibrillazione atriale e della trombosi venosa profonda” – ha affermato il coordinatore dell’area Strategie e Politiche del Farmaco, Pierluigi Russo – “Inoltre, da quest’anno viene riportata, per la prima volta, per ciascun indicatore, anche una valutazione del valore regionale”. Russo ha evidenziato la rilevanza dell’analisi dei profili di utilizzazione, sia sotto il profilo della appropriatezza sia sotto quello della spesa, anche grazie alle valutazioni dell’impatto economico derivante dal miglioramento degli indicatori e quindi da una maggiore appropriatezza.
Russo ha sottolineato il ruolo chiave dei Registri di Monitoraggio e dei Piani Terapeutici web-based che l’AIFA sta sempre più implementando. “La maggior parte dei Registri” – ha ricordato Russo – “è collegata a sistemi di rimborso condizionato, soprattutto il payment by results, grazie ai quali il SSN si fa carico soltanto di quei trattamenti che si sono rilevati efficaci. Inoltre, dall’analisi demografica sui Registri emerge che la maggioranza dei pazienti arruolati supera i 69 anni di età. Si tratta quindi di una popolazione che solitamente è poco rappresentata nei trial randomizzati, per cui le analisi statistiche che sono state avviate sui Registri forniranno informazioni validate di grande valore scientifico sull’efficacia e la sicurezza dei farmaci sottoposti a monitoraggio su questa popolazione”.
Alla presentazione sono intervenuti Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e Andrea Mandelli, Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato. Entrambi hanno ribadito l’apprezzamento per il lavoro dell’AIFA e l’utilità di uno strumento come il Rapporto OsMed ai fini della programmazione politica in tema di Sanità."

martedì 21 giugno 2016

Zenzero e nausea. Come si usa per chi soffre la macchina.




Lo Zenzero o Zingiber officinale è una pianta perenne originaria dell'India,della Cina e della Giamaica, appartiene alla famiglia delle Zingiberraceae e nota con il nome di Zenzero o Ginger.
Si usa da pochi anni anche in Italia come anti nausea per chi soffre la macchina, si trova in commercio sotto forma di gocce, pastiglie, gomme.

La droga è costituita dalla radice o rizoma contenente cellulosa e carboidrati, ricca anche di oli essenziali e di una oleoresina, da cui sono estratti i gingeroli e shogaoli, che costituiscono la parte non volatile della resina e sono i responsabili dell'aroma acre e delle attività biologiche.

Le proprietà antistaminiche, antinfiammatorie ed anti emetiche sono attribuibili principalmente ai 6- 8 - 10 gingeroli  al zingerone e shogaoli. Sembra, infatti, che i gingeroli inibiscano la sintesi delle prostaglandine a livello del tratto gastrointestinale . Si sta quindi studiando l'effetto dell'estratto di zenzero come un'alternativa ai FANS nella terapia dell'emicrania, delle malattie reumatiche e muscolari .

E' stata osservata anche un'attività antibatterica, in particolare sui ceppi Coli,Proteus, Staphylococcus,
che favorirebbe la crescita della flora batterica intestinale.
Si impiega spesso per migliorare la digestione a fine pasto ed ha un grande impiego in tutte le medicine orientali.
E' controindicato in chi soffre di acidità e bruciori di stomaco, nei bambini si somministra di rado per il gusto aspro.
 La radice la grattiamo in insalata ed è ottima.
Se passate in farmacia ve lo facciamo assaggiare caramellato ottimo come digestivo.