martedì 2 ottobre 2012

Alcune domande...e risposte sull' omeopatia.



Martedì scorso abbiamo partecipato ad un piacevole incontro presso la sede Boiron di Milano.Lo spunto veniva da una giornata organizzata da JolandaFattore Mamma per chiaccherare insieme ad una pediatra di Omeopatia e Fitoterapia insieme ad un gruppo di mamme .

Le palette che vedete nella foto servivano per dare risposte alle domande multiple che vi abbiamo riproposto qui sotto fornendovi direttamente le risposte esatte  .Ovviamente non ne abbiamo sbagliata nemmeno una e ci sarebbe mancato altro visto che come sapete, se ci leggete anche ogni tanto, questa materia così vasta è per noi oggetto di  studio e di corsi di aggiornamento.

Se siete curiosi e vi interessa l' argomento provate a rispondere alla domanda ma  senza subito sbirciare le risposte...

1)Bisogna credere all’omeopatia perché funzioni?

No, l’omeopatia non è una fede in cui credere.
Perché?
L’omeopatia non è una fede in cui credere, è una terapia. Basti pensare, ad esempio,
all’impiego dell’omeopatia in veterinaria: l’animale non può riconoscere il tipo di terapia al quale
è sottoposto o sviluppare una reazione psicologica perché “crede” al medicinale che gli viene
 somministrato.
La pratica clinica evidenzia inoltre i risultati positivi raggiunti da questa terapia:
l’omeopatia è usata nel mondo da più di 400 milioni di persone, di queste 7 milioni
sono solo gli italiani, e, sempre in
Italia, sono più di 20 mila i medici che attualmente prescrivono medicinali omeopatici.

2) Scegli la definizione corretta:

Gli omeopatici sono dei medicinali
 Perché?
Gli omeopatici sono medicinali a tutti gli effetti: lo Stato Italiano ha ufficialmente riconosciuto il
“medicinale omeopatico” con D. Lgs. 185/95, che ha recepito la direttiva europea n. 92/73 CEE.
Sono inoltre regolamentati dal D. Lgs. 219/2006.
Le materie prime utilizzate per la produzione dei medicinali omeopatici sono di origine vegetale,
animale, minerale o chimica. Sono medicinali commercializzati in farmacia.

3) Completa la frase: “I medicinali omeopatici si dividono in…”:

Medicinali specialità e medicinali a nome comune
Perché?
I medicinali omeopatici possono presentarsi sotto forma di “medicinali a nome comune” e
“specialità". I primi sono contraddistinti da un nome latino, possono presentare variazioni sulla
posologia e sulla quantità di diluizione e vengono più spesso prescritti dall'omeopata.
Per specialità si intendono invece medicinali omeopatici commercializzati dalle aziende
farmaceutiche, con campi di applicazione specifici e adatti al trattamento di un’ampia gamma di
patologie. Possono essere prescritti dal medico, consigliati dal farmacista o utilizzati per
l'automedicazione.
Gocce e sciroppi, granuli e globuli sono esempi di forme farmaceutiche usate in omeopatia
(queste ultime le più tipiche).

4) Esistono delle differenze tra fitoterapici e medicinali omeopatici?

Sì, ci sono differenze nelle materie prime utilizzate e nelle modalità di
produzione del prodotto
 Perché?
I medicinali omeopatici e i fitoterapici sono diversi per vari motivi: nella fitoterapia si utilizzano
sostanze di origine vegetale, mentre nell’omeopatia le materie prime di partenza sono di origine
vegetale, ma anche animale, minerale o chimica.
Oltre che nelle possibili sostanze di partenza, esistono delle differenze nelle modalità di
preparazione: i medicinali fitoterapici contengono principi attivi estratti dalle piante in dosi
ponderali, mentre i farmaci omeopatici contengono diluizioni infinitesimali di sostanze provenienti
dal mondo animale, vegetale, minerale o chimico.

5) Quando si può ricorrere all’omeopatia?

In caso di patologie lievi, cura di malattie croniche e in prevenzione
 Perché?
E’ convinzione comune che l’omeopatia possa essere utilizzata solo per patologie lievi o che
guariscono spontaneamente. I campi d’azione dell’omeopatia sono in realtà numerosi: oltre che
per patologie lievi, l’omeopatia può essere impiegata in prevenzione, per la cura di malattie
croniche e per la cura di patologie pediatriche.

6) I medicinali omeopatici sono compatibili con quelli “tradizionali”?

Sì, in generale i medicinali omeopatici si possono assumere in concomitanza
con altre terapie, in un’ottica di integrazione
 Perché?
In generale non esistono rischi nell’associare un medicinale omeopatico ad altre terapie o
farmaci, con i quali spesso i medicinali omeopatici hanno un effetto sinergico. Per questo
motivo, molti medici e farmacisti consigliano uno schema terapeutico integrato che
prevede più tipologie di medicinali.
In alcuni casi i medicinali omeopatici possono avere un ruolo di supporto alle cure tradizionali:
si pensi ad esempio alla cura degli effetti secondari di terapie importanti, come quelle
oncologiche, per i quali l’omeopatia può aiutare ed ha il vantaggio di non aggravare il quadro
 clinico del paziente.

7) L’omeopatia agisce velocemente?
Sì, in particolare per la cura di patologie acute (es. mal di gola, mal di testa)

Perché?
E’ un luogo comune pensare che i risultati di una terapia omeopatica si possano rilevare solo
 in un arco temporale di lunga durata.
La rapidità d’azione dei medicinali omeopatici dipende dalla risposta individuale e dal
problema di salute considerato: per la cura di un sintomo acuto, l’azione può essere anche molto rapida.
 In caso di malattie croniche, invece, il trattamento è necessariamente più lungo.

1 commento:

  1. Veramente molto interessante, stiamo avvicinandoci a questo nuovo approccio, e ci sono mille domande che ci frullano nella testa, alcune risposte chiariscono un po' di più il quadro....

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